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Coscia di tacchino in umido (e consiglio sul sedano)

6 giugno 2013

Il tacchino è considerata una carne insipida e stopposa, da dare agli ammalati in ospedale. Questo è vero per il pezzo più pregiato del volatile: il petto, che -per quanto mi riguarda- può esser buono al massimo per un’insalata o qualcosa di simile. Le cosce di tacchino, al contrario, sono tenere e saporite e, in più, costano davvero pochissimo. Una è sufficiente a sfamare tre o quattro persone.

Un tacchino maschio. Non so decidere se è bello o brutto.

  • Coscia di tacchino: una
  • Carote: due
  • Cipolle: due
  • Sedano: due o tre coste
  • Olio extravergine di oliva: quattro o cinque cucchiai
  • Vino bianco secco: mezzo bicchiere
  • Brodo, anche di dado: quanto basta
  • Sale, pepe, aromi a piacimento

Si inizia versando l’olio in un tegame con coperchio grande abbastanza da contenere la coscia. Mettete sul fuoco e fate scottare la carne molto bene da tutti i lati, fino a che non sarà rosolata, quindi sfumate con il vino e fate andare fino a che non sarà evaporato del tutto. Nel frattempo, tritate la verdura.

Togliete il tacchino dal fuoco e versate nel tegame la verdura tritata, che lascerete soffriggere a fuoco medio fino a che la cipolla non sarà imbiondita. Rimettete il tacchino nella pentola, salate secondo il vostro gusto e aggiungete i vostri aromi preferiti. Io ci metto un rametto di rosmarino e una foglia di alloro.

Lasciate cuocere con il coperchio per almeno due ore e mezza o tre, aggiungendo del brodo caldo un po’ alla volta, mano a mano che il tutto si asciuga. Non esagerate con il liquido, la carne non dev’essere bollita!

Quando il tacchino è pronto la carne sarà tenerissima e tenderà a sfilacciarsi. Prima di servire fate asciugare tutto il liquido, fino a quando la verdura non ricomincia a friggere. Secondo me si abbina perfettamente a qualche verdura da foglia in umido.

Semi di sedano

Il sedano (Apium graveolens) è una delle poche piante di cui si mangia il picciolo della foglia, insieme al finocchio e al rabarbaro. Spesso è richiesto nei soffritti o nelle minestre ma, a differenza di altre verdure, si conserva per pochissimo tempo e finisce spessissimo nella spazzatura. Per praticità vi consiglio, perciò, di andare in un’erboristeria o drogheria e comperare un po’ di semi di sedano, che sono piccoli come granelli di zucchero, costano un’inezia e possono stare in un vaso ben chiuso per anni insieme alle altre spezie. Possono sostituire il sedano fresco in un sacco di preparazioni, il sapore è identico ma molto più forte: un cucchiaino colmo di semi di sedano può sostituire un intero cespo e per sostituire la classica costa ne basta un pizzico.

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