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Succo di anguria

17 agosto 2015

O di cocomero, se dalle vostre parti si chiama così. È una bibita molto rinfrescante, facilissima e velocissima da preparare, che nell’America Latina si chiama Agua fresca de sandía.

Alla fine, ricetta bonus per i più squattrinati.

  • Anguria, senza semi sarebbe meglio

Fate a pezzetti la polpa di anguria e mettetela nel vaso di un frullatore, aggiungendo tanta aqua quanta ne basta quasi per coprirla. Frullate brevemente e filtrate per un colino a maglie larghe per rimuovere i semi. Frullate ancora e, se siete schizzinosi come me, filtrate di nuovo per un colino sottile. Mescolate e servite immediatamente con ghiaccio, all’occorrenza aggiungendo poco sciroppo di zucchero (o altro dolcificante). Potete aggiungere anche foglie di menta o succo di limone o limetta. Aggiungendo vodka avrete un ottimo cocktail.


C_ecirrhosus

Il frutto che dalle mie parti si chiama “anguria” (Citruulus lanatus) si chiama anche “cocomero”, “pateca”, “cetrone”, “zipangolo”, “sarginesco”, “melone d’acqua” (come in inglese, tedesco e molte altre lingue) oppure “sandia” (come in spagnolo, dall’arabo sandijja). È originario dell’Africa subsahariana, il suo parente selvatico più stretto pare essere Citrullus ecirrhosus, che vedete in foto. Altro parente stretto è il coloquintide (Citrullus colocynthis), che vive nel sud del Mediterraneo, comprese alcune isole minori siciliane. Il suo frutto è molto amaro ed ha un drastico effetto purgante. È probabilmente il frutto citato nella Bibbia, nel Secondo Libro dei Re, ai versetti 39–40:

Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola della minestra, non sapendo cosa fossero. Si versò da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra gridarono: «Nella pentola c’è la morte, uomo di Dio!». Non ne potevano mangiare.

Pochi sanno che la parte bianca della buccia dell’anguria è commestibile. La si usa comunemente sottaceto negli USA, candita in India e come verdura in oriente.

Se non avete un modo migliore di sprecare il vostro tempo, potete prepararla così: occorre prima rimuovere perfettamente la parte verde, molto amara (non sarà facile). Fatela poi a fettine sottili, salatela abbondantemente e lasciatela riposare. Dopo circa una decina di minuti si sarà intenerita e avrà perso molto liquido. Lavatela del sale, strizzatela bene e cuocetela saltata in padella in olio di semi, aggiungendo un goccio d’acqua o salsa di soia. Come forse potrete immaginare, non sa quasi di nulla, ma può tranquillamente entrare in una spadellata vegetariana o in una pasta o riso in stile orientale. La consistenza rimane piuttosto tenace, ma per gli orientali questo non è necessariamente un difetto, come potrete costatare visitando un ristorante cinese frequentato principalmente da cinesi (un’avventura che mi è capitata per sbaglio e che non so se consigliare).

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