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Sticky toffee pudding

21 marzo 2019

Un altro dolce inglese, tipico del Nord del Paese, oltre che della Scozia. Un po’ come il nostro tiramisù, è in realtà di origine molto recente: non ha più di una quarantina d’anni, ma è considerato ormai un classicone tradizionalissimo. Secondo alcuni, ha radici canadesi. Il nome significa, più o meno, “dolce appiccicoso di caramello”.

Ai miei ospiti è piaciuto molto, ma vi avviso che qualcuno potrebbe rimanere deluso: l’aspetto, in realtà non così attraente, suggerisce un dolce al cioccolato, ma qui non ce n’è neanche l’ombra.

La preparazione non è né lunga né molto laboriosa; il dolce riesce molto soffice. Si serve in piccole porzioni perché è pesantino e dà molta soddisfazione. Vedrete che contiene molto zucchero, di vari tipi, ma il sapore è delicato e tutt’altro che stucchevole e piacerà anche – forse soprattutto – a chi non ama dessert troppo zuccherosi.

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Costine di maiale al forno

1 febbraio 2019

Le costine (o “costolette”) di maiale qui si fanno di solito ai ferri. Il risultato è molto saporito, ma la carne è tenace e grassa, spesso abbastanza da non piacere a tutti. Fatte al forno sono completamente differenti: uniformemente tenere e quasi senza scarto, osso a parte, dato che molto del grasso scola via o almeno si disfa.

La ricetta che do è per una versione di ispirazione cinese, ma ciascuno la potrà modificare a proprio gusto molto semplicemente, seguendo le poche indicazioni alla fine della ricetta.

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Saté (o satay) impossibile

22 gennaio 2019

Il saté, o satay, è un tipo di spiedino di carne indonesiano ma diffuso un po’ in tutto il sud-est asiatico, che si serve come cibo di strada con una salsa specifica a base di arachidi. Questa versione particolare è tailandese e si fa con il maiale, ma in occidente è più famoso il saté di pollo, che si può pure preparare seguendo questa stessa ricetta, con risultati secondo me non altrettanto buoni. Gli spiedini tradizionali sono fatti con la nervatura centrale della foglia della palma da cocco, sono lunghissimi e possono essere girati con le mani afferrandoli dal capo lontano dal fuoco, che dovrebbe essere di carbonella.

Saté di maiale

La salsa che tipicamente si accompagna a questa versione richiede il curry rosso tailandese, che da noi non si trova pronto e che a sua volta richiede ingredienti introvabili; la sostituiremo con una versione più elementare e più simile a quella dell’Indonesia. È tanto buona che la vorrete certamente fare anche da sola!

Il titolo fa riferimento alla scarsa reperibilità di molti degli ingredienti e, in particolare, della citronella (o lemograss), la chiave di volta della marinata della carne, di uso comunissimo nelle zone da dove viene la ricetta e della quale parlo un po’ alla fine. Per la prima volta in vita mia, l’ho trovata fresca in un supermercato di questa catena, ben noto nei dintorni per avere il catalogo gremito di merci rarissime. Se ottenerla fresca fosse davvero impossibile, la potrete a fatica reperire essiccata, in polvere o bastoncini. L’aroma ci perde, ma non moltissimo.

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Pescado encocado

7 novembre 2018

O anche encocado de pescado; ricetta ecuadoriana, suggerita da un’amica di quel Paese, che ringrazio moltissimo. La realizzazione è semplice e molto meno laboriosa di quanto non sembri dalla lista degli ingredienti, che si trovano tutti abbastanza facilmente nei supermercati forniti.

Immagine in via eccezionale non rubata, con riso bollito, manioca fritta e impiattamento altamente professionale.

Il nome si potrebbe tradurre con “pesce al cocco” o, proprio letteralmente, “pesce incoccato”. In italiano non suona molto bene, suggerendo l’uso del pesce come proiettile, impiego che evoca immagini deliziosamente ridicole e che mi sentirei di sconsigliare. Per soddisfare intenti omicidi con mezzi ittici, suggerirei piuttosto di adibire ad arma bianca amatoriale le teste di pesce spada che fanno bella mostra di sé sui banchi del pesce kitsch quanto basta, mentre per atti di violenza più dozzinale si può sempre schiaffeggiare un po’ qualcuno con una grossa trota.

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Dal tadka

26 ottobre 2018

Con i miei coinquilini, abbiamo deciso contemporaneamente di mangiare più legumi e di provare nuove ricette indiane. Le due iniziative vanno d’accordissimo.

Questa minestra, vegetariana e quasi vegana, è tipica delle regioni del nord del Paese e, come quasi sempre in questi casi, richiede ingredienti molto difficili da reperire, che si possono però sostituire od omettere senza troppi sensi di colpa, ottenendo un risultato comunque molto gradevole. Il nome significa, più o meno, “minestra di legumi con soffritto” o “minestra di legumi temperata”.

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Minestra di mais dolce

14 ottobre 2018

Restiamo negli Stati Uniti, con una ricetta tipica del nord-est del Paese: la corn chowder. Il termine “chowder” è proprio del New England e designa zuppe dense contenenti latte o panna. Tra gli ingredienti più comuni figurano i frutti di mare, in particolare le vongole (clam chowder), e anche questa minestra di mais si può servire arricchita con gamberi o polpa di granchio.

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Frolla all’americana

2 ottobre 2018

Il seguente impasto, che potremmo considerare a metà strada tra una pasta brisée e una pasta sfoglia, è eccellente per le crostate di tradizione anglosassone (come la celebre apple pie, in figura) e per qualunque ricetta analoga, che sia dolce o salata, tipo questa. La preparazione è rapida e tutto sommato semplice, ma richiede quel minimo di manualità e di intuito che mi spinge a consigliarla solo a chi ha già dimestichezza almeno con la frolla comune.

Una volta pronta, la pasta è robustissima e molto facile da lavorare e da foggiare nelle forme più ardite, mentre da cotta è così friabile che ha dell’incredibile. In più, grazie alla grossa dose di burro, è sostanzialmente immune all’umidità e riesce sempre croccante, anche con ripieni molto umidi. Consigliatissima a tutti gli amanti del genere!

Per l’esecuzione, vi chiedo di aver fede e dimenticare tutto quel che sapete su questo genere di preparazioni: perché riesca è necessario che si sviluppi una quantità piuttosto consistente di glutine.

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