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Porri al forno

12 giugno 2018

I porri, oltre che per fare un ottimo risotto, si possono servire anche come contorno, cotti al forno. Per semplicità, la tentazione di prepararli con gli stessi ingredienti ma in padella è forte: non cedete, il risultato non è nemmeno confrontabile. Il sapore è molto delicato e ricorda vagamente quello degli asparagi.

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Pasta coi pomodori secchi

31 maggio 2018

Capita a volte di dover prevedere una cena senza sapere quanti si sarà a tavola, o addirittura se si cenerà in casa o fuori. Questa ricetta è utile da sfoderare proprio in queste occasioni di emergenza.

Il risultato è saporito e particolare quanto basta a non sembrare proprio rudimentale, ma non così esotico da far storcere il naso a qualcuno. Si prepara in pochi minuti, è economicissima e non ha ingredienti deperibili, che andrebbero gettati se, alle dieci e mezza e al quinto o sesto giro di aperitivo, si realizzasse collettivamente che una cena solida è un vezzo d’altri tempi.

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Torta Dobos

3 marzo 2018

La celeberrima torta Dobos (la S si legge come la “sc” in “scienze”) fu inventata nel 1884 dal pasticcere ungherese Jószef Dobos. La ricetta ha un particolare significato storico, sia perché è tra le prime in assoluto in cui compare una crema a base di burro, sia per via del fatto che fu forse la prima torta a diventare davvero famosa a livello internazionale, principalemente per lo zelo del suo inventore, che la portò letteralmente in un tour promozionale per mezza Europa, dopo averla lanciata a prezzo stracciato all’esposizione nazionale di Budapest nel 1885. La composizione particolare e il caratteristico disco caramellato che forma l’ultimo strato la rendono particolarmente durevole tra i dolci alla crema, cosicché Dobos poté farne un discreto smercio postale, in un periodo in cui le spedizioni non erano rapide come al giorno d’oggi.

La torta Dobos servita al Café Gerbeaud

Il posto più tradizionale dove gustarla è il Café Gerbeaud, che nonostante il nome francese si trova a Budapest, ma a differenza di altre torte famose, la ricetta originale non è segreta: fu donata da Dobos stesso all’associazione che riuniva i pasticceri della città e si reperisce facilmente in rete nell’originale ungherese.

Questa è proprio quella versione, che credo compaia online per la prima volta in italiano. Come sono munificente!

La ricetta non è estremamente difficoltosa, ma è piuttosto lunga. Prendetevi almeno tre ore. Mi raccomando: non vi fate spaventare dagli ingredienti e leggete la nota all’inizio della ricetta!

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Polpette al sugo

16 febbraio 2018

Dopo aver dato una ricetta svedese per le polpette, passo ad una italiana. Questa versione è quella di un ristorante, come potrete intuire già dalla lista degli ingredienti; può essere semplificata anche di molto, volendo, ma vi consiglio di provarla così. Non è poi impossibile e qualcuno l’ha definita “perfetta”.

In fondo, chiacchiere.

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Cosce di tacchino al forno

4 febbraio 2018

Per qualche ragione, la mia vecchia ricetta delle cosce di tacchino in umido è di gran lunga la più visitata del blog, da quando fu pubblicata ad oggi. A cinque anni di distanza, questo taglio di carne rimane tra i miei preferiti, ma ora il più delle volte preferisco cuocerlo secondo quest’altro metodo, che richiede molto meno lavoro, meno attenzione e dà un risultato che il più delle volte trovo migliore. Fatto a dovere, la pelle riesce croccantissima e la carne saporita, tenera e succulenta. Unico difetto: fa sporcare più pentolame.

Furto di una foto di tacchino brasato. L’aspetto è quello.

La cottura si svolge in due fasi, che si possono fare separatamente: il tacchino va prima bollito o cotto al vapore, poi passato rapidamente al forno.

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Catalogna indipendente

22 gennaio 2018

Chi abita nel Nordest sa che la catalogna, con la C minuscola, è una verdura che si mangia bollita assieme alle coste, ossia alle bietole. Personalmente, trovo il sapore delle bietole sia quanto meno discutibile e la consistenza sgradevole. Per questa ragione, cucino sempre le catalogne da sole, in genere con la ricetta rapida che spiego qui e che mi è stata richiesta.

Per chiarezza, la catalogna a cui mi riferisco è precisamente la cicoria catalogna gigante di Chioggia, che da noi è l’unico tipo di cicoria che si trova nei negozi con questo nome. In altre parti d’Italia, stando ai miei studi approfonditi, si chiama con questo nome una verdura che qui non si usa, la cicoria asparago, quella che i romani chiamano “puntarelle”.

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Torta rustica colossale

12 dicembre 2017

Questa torta salata vegetariana dal sapore delicato mi è valsa complimenti lusinghieri. Facilissima da preparare, basterà come piatto unico per almeno quattro persone affamate. Come antipasto o secondo, può bastare tranquillamente per otto.

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