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Biscotti della monaca

17 ottobre 2020

Una variante di un tipo di biscotto all’anice originario di Catania. Onde evitare l’ira di qualche siculo toccato nell’onore, sottolineo “una variante”, mi pare abbastanza simile all’orginale (qualunque si pensi che sia) da non meritare un nome diverso.

Se a qualcuno interessasse, sono senza uova.

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Pasta vero cinese

14 settembre 2020

A molti anni dalla ricetta dell’ormai famosa finto cinese, mi pareva il caso di pubblicare anche questa! Non è abbastanza vera da avere una storia e un nome in cinese, ma è sostanzialmente identica a quella che potreste trovare al ristorante etnico vicino a casa. Qui do una versione con i gamberi, ma si può fare anche con la carne (indicazioni alla fine). Le verdure si possono sostituire più o meno con quel che volete; questa mi sembra abbastanza tipica.

Vero cinese

Per farla, come per moltissime ricette orientali, è utile avere un wok degno di questo nome, cioè di acciaio dolce, sottile, non antiaderente e preparato come si deve; ne parlo dopo la ricetta. Se non l’avete e dovete ricorrere a una padella antiaderente, evitate di farla surriscaldare troppo prima di versarci qualcosa: può rovinarsi e anche produrre sostanze tossiche.

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Cheela e sue varianti

2 luglio 2020

Terza ricetta di fila per qualcosa di piatto! Il cheela o chilla è un piatto indiano, tipico soprattutto del Rajastan, che farà felici vegetariani e vegani, gente in dieta, e palestrati che vogliono mangiare molte proteine. Si tratta di una sorta di omelette a base di legumi, facilissima e rapidissima da preparare, che là si mangia principalmente per colazione, di solito accompagnata a del chutney, una specie di marmellata agrodolce.

Ne propongo qui due versioni: una a base di farina di ceci (besan cheela, vergognosamente facile) e una di lenticchie rosse (masoor dal cheela, facilissima). Altre varianti ancora alla fine della ricetta!

Il cheela di solito contiene verdura ed è parecchio speziato, ma volendo si possono omettere tutti i condimenti. La versione più semplice, senza niente, si può usare anche come base dolce o neutra, ad esempio la si può servire con marmellata o sciroppo come se fosse un pancake e probabilmente anche con insaccati o verdure come una piadina.

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Deep-dish pizza

11 giugno 2020

Nella famosissima That’s amore, che penso tutti conoscano, Dean Martin canta: «When the moon hits your eye like a big pizza pie, that’s amore». Che la pizza si potesse chiamare “pie”, parola che si riferisce normalmente a una crostata alta o torta ripiena, mi era sempre sembrato parecchio strano, finché non ho realizzato che esiste, in effetti, almeno un tipo di pizza italoamericana che a tutti gli effetti lo è: questa deep-dish pizza, o pizza Chicago-style, dalla città di cui è tipica.

Gli americani considerano la pizza un piatto tipico del loro Paese e, in un certo senso, non gli si può dar torto. Come tutti sanno, l’orgine della pizza è la città di Napoli, dove fu codificata nella forma attuale alla fine dell’Ottocento. Era in origine un piatto estremamente economico, più spesso senza mozzarella, che si serviva per strada di solito ormai freddo. Nello stesso periodo, un grandissimo numero di italiani spiantati, soprattutto meridionali, emigravano in Nordamerica in cerca di fortuna, portando con sé gli ingredienti e le ricette del nostro Paese. La pizza negli Stati Uniti si diffuse, così, abbastanza rapidamente nelle comunità italoamericane, che la resero presto popolare e che inventarono numerose reinterpretazioni, tra cui questa, la pizza arrotolata “Stromboli” di Filadelfia, e la pizza di New York, molto simile all’originale. In Italia, al contrario, rimase una ricetta prettamente locale fino al secondo Dopoguerra; qui al Nord la si conobbe solo con l’inizio dell’immigrazione di meridionali, diventando molto popolare dai primi anni Ottanta. Pare impossibile, ma nel 1953, quando uscì That’s Amore, la grande maggioranza degli italiani la pizza non l’avevano mai sentita nominare!

Come dicevo, la deep-dish pizza si può considerare a metà strada tra una pizza vera e propria e una torta salata. Se riuscite a superare il pregiudizio, provatela, penso che piacerà!

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Cong you bing, cioè pancake con olio e cipollotto

31 maggio 2020

Famosa ricetta di cibo da strada cinese, di cui esistono e di cui potete trovare numerosissime versioni, che per qualche ragione non sembra aver avuto successo nei ristoranti qui in Italia. Pur avendo tradotto il nome (蔥油餅) il più letteralmente possibile come “pancake olio e cipollotto”, si tratta di uno snack salato: una specie di pane non lievitato sfogliato, croccante fuori e morbido dentro. Questa versione sembra essere taiwanese.

Viene simile, ma qua pare abbiano usato poco cipollotto. La mia versone è molto più verde.

La preparazione non è semplicissima, devo dire, ma vale la pena provarlo.

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Simil-piadina elementare

18 aprile 2020

Incominciamo subito col dire che questa ricetta non è quella della tradizionale piadina romagnola, ma sono semplicemente istruzioni generiche per preparare, con ingredienti probabilmente sempre disponibili a chi si fa abitualmente da mangiare, un pane piatto non lievitato da usare per avvolgere o contenere qualcosa. L’ho chiamata “simil-piadina” perché “pane piatto non lievitato da usare per avvolgere o contenere qualcosa” mi pareva lungo; siate buoni!

Pani di questo tipo esistono praticamente in tutto il mondo; la cosa che probabilmente più somiglia a questa specifica versione è la tortilla de harina dell’America Latina. Alla fine, l’elenco di cosa la differenzia da una piadina vera.

Come all’inizio dell’anno si vede il picco delle iscrizioni in palestra, così in questi giorni di epidemia pare che gli italiani (e non solo loro) abbiano improvvisamente deciso che è finalmente arrivato il momento di imparare a fare il pane in casa. Ho visto foto di gente metter nel carrello decine di panetti di lievito da mezzo kilo (che suppongo si vendono normalmente ai forni), con l’idea di congelarlo una volta a casa. Pur non essendo esperto o appassionato di panificazione, non saprei da dove cominciare a spiegare perché tutto questo è sbagliato. Ecco: questa ricetta è abbastanza rapida e facile che potrebbe dar soddisfazione anche a queste persone, che sono altrimenti destinate ad amare sorprese.

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Riso jollof

9 febbraio 2020

Questa ricetta è tipica di tutta l’Africa nord-occidentale, qui in una versione nigeriana abbastanza semplice, senza ingredienti rari e senza troppe complicazioni. È piccante e piuttosto speziato, ma l’ingrediente chiave mi sembra essere il concentrato di pomodoro cotto nell’olio, che dà un sapore tutto speciale.

Il riso jollof (jollof rice, in inglese, si legge più o meno “giòlof raiss”) è piatto tipico delle feste, che si prepara perciò di solito in porzioni enormi, sufficienti per almeno cinque o sei persone e che si serve perlopiù accompagnato con stufati di carne molto speziati e platano bollito o fritto. La ricetta che do io basta per tre come piatto unico o per quattro/cinque come accompagnamento.

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Zuppa di ceci

15 gennaio 2020

Ho già dato la ricetta della pasta e fagioli, ma per la zuppa di ceci (che può diventare facilmente anche pasta e ceci) ci vogliono alcuni accorgimenti speciali. In primis, mi pare poco realistico farla senza pentola a pressione, dati i tempi di cottura. Questa è la ricetta che uso di solito io; come sempre in questi casi, le varianti sono infinite.

Fiore e baccello di cece. Ciascun baccello contiene un solo seme.
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Lattuga alla coreana

9 novembre 2019

La lattuga è l’insalata per antonomasia e in Italia l’insalata è vista se va bene come tappabuchi per i giorni in cui mancano la pazienza e il tempo di cucinare un contorno dignitoso, se va male come il più inoffensivo dei mezzi a disposizione dell’uomo per espiare una dieta a base di zucchero e colesterolo.

Questa ricetta del sud della Corea del sud, che là si chiama sangchu geotjeori (상추겉절이), sembra venire da un altro pianeta. Pur rimanendo molto semplice e rapida nella preparazione, è talmente saporita che non sfigura davvero di fronte a nulla. In più, in un modo che, secondo me, ha dell’incredibile, lo strano intruglio che serve da condimento è in grado di accompagnare la lattuga senza trasformarla in un semplice veicolo di qualcosa di più gustoso, cosa che dalla lista degli ingredienti proprio non si direbbe. Non lo so spiegare: assaggiatela!

Faccio presente da subito che, come quasi tutti i piatti coreani, anche questo contiene molto, molto aglio ed è parecchio piccante; il gusto è forte e certamente non per tutti. Gli ingredienti di base si possono ormai trovare nei supermercati ben forniti.

Bonus: si può facilmente farla poco più calorica di un’insalata completamente scondita. Se qualcuno fosse a dieta…

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Baccalà mantecato alla veneziana

28 ottobre 2019

Data la ricetta del baccalà alla vicentina, mi pare necessario dare anche quella del baccalà alla veneziana, altro piatto tipico del Veneto che condivide con il primo la sua curiosa storia. Qui lo si trova in qualsiasi gastronomia e la versione fatta in casa viene sostanzialmente identica. Farlo da sé è conveniente in quanto al prezzo, ma è praticamente impossibile farne meno di, diciamo, sei o sette porzioni e il lavoro, seppur facile, è molto noioso. Vale la pena comunque dare istruzioni, un po’ perché circolano varie ricette francamente ridicole, un po’ perché penso che non molti, fuori del Nordest, abbiano avuto occasione assaggiarlo. Vi posso garantire che ne vale assolutamente la pena.

Si tratta di una sorta di crema di stoccafisso (anche in questo caso, non baccalà sotto sale) dal sapore delicatissimo, che si serve con polenta abbrustolita o crostini di pane, di solito come antipasto o come accompagnamento all’aperitivo.

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