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Pomodorini confit

21 luglio 2013

Questa ricetta semplicissima è una di quelle che “va di moda” e che si trova in decine di blog. Poco male, sono strepitosi e dovete provarli.

  • Pomodorini maturi
  • Zucchero, sale, olio, spezie mediterranee a piacimento

Anche se con questa ricetta verranno buoni comunque, scegliete sempre pomodori molto maturi per qualunque cosa non sia un’insalata. Lavate i pomodorini, togliete il picciolo (per i miei amici botanici: il calice) e tagliateli a metà. Tagliateli trasversalmente, cioè perpendicolarmente al picciolo. Condite con sale, zucchero (un paio di cucchiai per mezzo chilo di pomodori), un filo di olio extravergine e -se volete- qualche aroma, ad esempio dei semi di finocchio, timo, origano, pepe, peperoncino o aglio tritato. Mettete nel forno a 120-150 °C per circa due ore, finché non saranno asciugati e un po’ abbrustoliti, ma non secchi. Sono strepitosi per condire delle bruschette, pasta, insalata di riso o anche da soli o come contorno.

E ora… blateriamo! Il plurale di “pomodoro” è “pomodori” o “pomidoro”, a scelta. Questo nome deriva dal fatto che alcune varietà, che ora si piantano raramente, hanno un frutto giallo e venivano coltivate per ornamento. Quando il pomodoro fu portato in Europa dalle Americhe, fu ritenuto velenoso, perché i frutti della maggior parte delle piante del suo genere (Solanum), che comprende anche la melanzana, la patata, la dulcamara e molte altre specie, lo sono. In quasi tutte le lingue europee il nome è invece preso in prestito dallo spagnolo tomate, che a sua volta viene dalla lingua degli abitanti delle sue terre natie. Il pomodorino piccolo, rotondo, rosso e diviso all’interno in due sole logge è la varietà più simile alla pianta selvatica e di gran lunga la più produttiva e facile da coltivare, tanto che può anche sfuggire alla coltura e riprodursi da sola per molti anni. L’unico insetto in grado di impollinare il pomodoro è il bombo (se volete sapere perché, cercate su internet “buzz pollination”) e i coltivatori che hanno le piante in serra se li fanno portare da allevamenti specializzati, pagandoli un bel po’. Un’altra curiosità: anche se le varietà che coltiviamo vivono solo per una stagione, nel suo ambiente naturale il pomodoro è una pianta perenne.

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