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Gnocchi di patate americane

12 novembre 2013

Il nome “patata americana” (Ipomoea batatas), a voler essere pedanti (e io voglio sempre) è fuorviante. Tanto per cominciare, non si tratta di una patata, ma di un parente del vilucchio, che è quell’erbaccia rampicante che ha il fiore come una trombetta bianca o rosata. Inoltre, si tratta di un ingrossamento della radice, non è un fusto sotterraneo come una vera patata. In compenso, “americana” è americana, ma non più delle patate comuni!

Esistono anche delle varietà ornamentali. Si tratta di una pianta con vari usi, come un’ altra che gli amici ricorderanno come “famosa, molto famosa, FAMOSISSIMA”.

Si coltiva su grandissima scala in molti paesi tropicali, dove la patata comune non cresce bene per via delle temperature troppo alte, ma è comunissima anche in sudamerica e nel lontano oriente, dove si usa per preparare dolci. In Italia è abbastanza diffusa soprattutto nella pianura Veneta e si trova in commercio solo in autunno e all’inizio dell’inverno, un po’ come la zucca, anche se si conserva benissimo per più di un anno come le patate normali. È nota fin dall’antichità nelle isole della Polinesia, molto lontano dai suoi paesi d’origine e nessuno sa quando o come ci sia stata portata.

Ha un gusto dolciastro che ricorda le castagne lesse e può essere bianco-grigiasta o arancione intenso, i tuberi sono spesso più allungati delle patate propriamente dette, non di rado molto più grandi e meno acquosi. Si chiama anche “patata dolce” o “batata”.

Patata americana a pasta arancione, difficile da trovare dalle nostre parti!

Patate americane: 1 kilo
Uovo medio: 1
Farina: 100 grammi

Il procedimento è identico a quello degli gnocchi di patate comuni, ma poiché la patata americana è molto più soda, si usa meno di metà della farina e l’uovo intero. Le patate americane cuociono un po’ più velocemente delle patate comuni.

Gli gnocchi risultano un po’ più duri di quelli di patate e può scappare qualche fibra nell’impasto. Il sapore è dolciastro e non adatto, ad esempio, al ragù di carne. Meglio rimanere su burro e salvia, solo burro o, secondo una tradizione Veneta, zucchero e cannella (con o senza burro e formaggio).

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2 commenti leave one →
  1. Stefano permalink
    12 novembre 2013 4:37 PM

    FAMOSISSIMA

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  1. Zuppa africana di patate dolci | rigalimoni

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