Pastiera napoletana
Questo dolce un po’ particolare è tradizionalissimo di Napoli, dove si prepara il giovedì santo e si serve per Pasqua. La presenza dell’acqua di fior d’arancio negli ingredienti la collega alla pasticceria mediorientale, dove l’uso aromi floreali di questo genere è ancora molto comune, mentre qui s’è quasi estinto nell’età moderna. Si prepara con il grano cotto, che si trova ormai in tutti i supermercati già pronto in barattolo, ma che si può anche ottenere in casa facendo bollire nel latte del grano secco lasciato reidratare in acqua per un paio di giorni. Non so se ne valga la pena, ma non credo ed è comunque un ingrediente difficile da reperire. Esiste anche una variante tradizionale che fa uso del riso, come pure esistono pastiere al cioccolato e con la crema.
Questa versione, che è senza dubbio la migliore che abbia assaggiato, la devo al mio già plurmenzionato amico Marco. Viene spesso descritto come un dolce di difficilissima realizzazione, ma in realtà è alla portata di chiunque sappia preparare la pasta frolla e, se avete la destrezza necessaria per realizzare il tipico disegno a graticcio come si fa per le crostate di marmellata, vi verrà esteticamente perfetta. In caso contrario, il disegno si può pure non fare e verrà comunque un dolce eccellente, anche se potrebbe attirare la disapprovazione di qualche pedante partenopeo.
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Cavolfiore al forno
Pochi conoscono questa ricetta semplicissima, che secondo me è di gran lunga la migliore per preparare questo ortaggio. Fatto così viene molto saporito e anche croccantino, vale la pena provare!
Cavolfiori gialli e bianchi
Insalata di patate cinese
Dopo la versione mitteleuropea, una completamente differente, ma non meno appetitosa. Quest’insalata è di uso comune in Cina e particolarmente nel Sichuan (o Szechuan), dove si chiama “凉拌土豆丝“. Facilissima da preparare, ma decisamente non adatta a chi ha paura dei coltelli, è piuttosto insolita come sapore e consistenza, tanto che qualcuno potrebbe perfino non riconoscere di che sia fatta.
Soda bread
Ossia “pane col bicarbonato”, che in inglese si chiama (anche) baking soda, cioè “soda per panetteria”.
Questo pane, che era la passione di un mio ex coinquilino, è tradizionale dell’Irlanda (in irlandese è arán sóide). È fatto lievitare chimicamente, più come tante torte che come il pane comune, e si prepara in una decina di minuti al massimo. Nato in origine come alternativa spiccia e poco laboriosa, è ormai entrato tra i simboli culinari di quel Paese, assieme allo stufato con le patate e la birra stout, ai quali è spesso associato. Viene parecchio saporito, molto molto denso e con una crosta spessa, ruvida e croccante. Pur essendo la ricetta di una semplicità imbarazzante, il risultato è migliore di tanti pani con lievito naturale non preparati ad arte.
Una pagnotta uguale a quella che viene con questa ricetta
Insalata di patate (come in Austria o Baviera)
Ossia, genericamente, kartoffelsalat o erdäpfelsalat. Se andate in Austria o al sud della Germania, troverete spessissimo le patate condite così; al nord si usano condimenti più pesanti, di solito a base di maionese, yogurt o panna, che mi piacciono molto meno.
Qui con pancetta ed erba cipollina
Frittelle di carnevale
Ho già avuto modo di dire che non sono un patito dei dolci fritti, ma queste frittelle piuttosto semplici non sono davvero niente male, vengono particolarmente soffici e poco unte.
La ricetta è della famiglia del mio amico Marco, che ringrazio, ed ha il difetto di essere un po’ rigida nelle dosi, perché richiede contemporaneamente un kilo di farina, il succo di un limone e un arancio, cinque uova e quattro mele, che non si lasciano dividere facilmente. Con queste proporzioni ne vengono abbastanza per almeno una quindicina di persone, che probabilmente il più delle volte è troppo. Per questa ragione, ho calcolato le equivalenze delle dosi in varie unità di misura, che possono tornare utili.
Braciole di maiale
Più che di una ricetta, un sistema molto semplice per ottenere sempre braciole tenerissime, succulente e saporite. Non so perché questo metodo, che è di routine in altri posti, sembri praticamente sconosciuto nel nostro Paese.
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Galette bretonne
La parola “galette” in Francia indica generalmente un dolce piatto cotto senza stampo. Il più famoso è certamente la galette des rois, la galette dei re (magi), fatta di pasta sfoglia e ripiena di crema frangipane, servita tradizionalmente il giorno dell’epifania. La galette bretone, invece, è una sorta di crêpe di grano saraceno (o crespella, volendo parlare italiano), tipica della Bretagna, che si serve con ripieni salati. È chiamata anche galette de blé noir o de sarrasin, due nomi francesi del grano saraceno, o kaletez in bretone.
La versione che propongo qui è quella del nord della regione, dove si prepara senza uova, con sola farina di grano saraceno, acqua e sale. È ancora più semplice da fare di una crêpe comune.
Galette saucisse
Minestra scozzese di pollo
A richiesta, una delicata, semplice ricetta scozzese che va sotto il curioso nome di cock-a-leekie soup. Un nome assai ambiguo, non c’è che dire. Gli ingredienti principali sono tre: il pollo, i porri e le prugne secche, il cui uso con la carne risale alla cucina medievale. Vi assicuro che il risultato è molto meno esotico di quanto non credereste e che piacerà certamente a tutti.
Biscotti di pan di zenzero
L’uso di dolci molto speziati in periodi di festa è diffuso un po’ in tutta Europa; anche qui in Italia abbiamo varie forme di panforte e di pampepato. Qui vi presento non una, ma due ricette: quella dei gingerbread biscuits che si usano in Inghilterra e quella dei peparkakor che si preparano in Svezia e, con nomi e ricette simili, in tutti i paesi nordici. Entrambi vengono in genere decorati con glassa e sono associati al Natale, quel che cambia è la forma tradizionale (ad omino quelli inglesi, geometrici gli altri) e la composizione delle spezie (con molto zenzero i primi, con poco zenzero ma con cardamomo i secondi). Il procedimento è quello inglese, che dà un risultato più tenero; ho provato tempo fa anche quello tradizionale svedese, ma lo trovo più complicato e non migliore. L’usanza di costruire casette di pan di zenzero è di origine tedesca, e fu ispirata dalla casa “di pane, coperta di dolci e con le finestre di zucchero” dove viveva la strega nella famosa favola di Hänsel e Gretel. La preparazione è semplicissima.



