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Galette bretonne

21 dicembre 2015

La parola “galette” in Francia indica generalmente un dolce piatto cotto senza stampo. Il più famoso è certamente la galette des rois, la galette dei re (magi), fatta di pasta sfoglia e ripiena di crema frangipane, servita tradizionalmente il giorno dell’epifania. La galette bretone, invece, è una sorta di crêpe di grano saraceno (o crespella, volendo parlare italiano), tipica della Bretagna, che si serve con ripieni salati. È chiamata anche galette de blé noir o de sarrasin, due nomi francesi del grano saraceno, o kaletez in bretone.

La versione che propongo qui è quella del nord della regione, dove si prepara senza uova, con sola farina di grano saraceno, acqua e sale. È ancora più semplice da fare di una crêpe comune.

Galette saucisse

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Minestra scozzese di pollo

6 dicembre 2015

A richiesta, una delicata, semplice ricetta scozzese che va sotto il curioso nome di cock-a-leekie soup. Un nome assai ambiguo, non c’è che dire. Gli ingredienti principali sono tre: il pollo, i porri e le prugne secche, il cui uso con la carne risale alla cucina medievale. Vi assicuro che il risultato è molto meno esotico di quanto non credereste e che piacerà certamente a tutti.

cockalickie

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Biscotti di pan di zenzero

1 dicembre 2015

L’uso di dolci molto speziati in periodi di festa è diffuso un po’ in tutta Europa; anche qui in Italia abbiamo varie forme di panforte e di pampepato. Qui vi presento non una, ma due ricette: quella dei gingerbread biscuits che si usano in Inghilterra e quella dei peparkakor che si preparano in Svezia e, con nomi e ricette simili, in tutti i paesi nordici. Entrambi vengono in genere decorati con glassa e sono associati al Natale, quel che cambia è la forma tradizionale (ad omino quelli inglesi, geometrici gli altri) e la composizione delle spezie (con molto zenzero i primi, con poco zenzero ma con cardamomo i secondi). Il procedimento è quello inglese, che dà un risultato più tenero; ho provato tempo fa anche quello tradizionale svedese, ma lo trovo più complicato e non migliore. L’usanza di costruire casette di pan di zenzero è di origine tedesca, e fu ispirata dalla casa “di pane, coperta di dolci e con le finestre di zucchero” dove viveva la strega nella famosa favola di Hänsel e Gretel. La preparazione è semplicissima.

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Pasta e fagioli

26 novembre 2015

Per questo piatto ci sono infinite versioni, questa è la mia, che mi è stato chiesto di pubblicare. Rispetto a tante altre, ha il vantaggio di non richiedere passaverdure o frullatori e mi sembra possa andare se, come a me, vi piace che solo pochi fagioli rimangano interi e la preferite non troppo densa e con poca pasta. Do solo gli ingredienti principali, tutte le varianti le potete leggere nella ricetta.

fagiolipasta

Continuiamo a rubacchiare. Fortuna che non sono famoso…

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Olio al peperoncino

3 novembre 2015
Palmoil

Bello vero? Viene circa così, ma questo non è il mio olio al peperoncino, ma olio di palma, che ha questo bel colore rosso arancione prima della raffinazione.

La ricetta che si legge di solito per questa comunissima preparazione prevede di mettere semplicemente dei peperoncini in olio extravergine di oliva e aspettare un tempo più o meno lungo, ma trovo che questo metodo abbia alcuni difetti, almeno tre. Il primo è che non funziona bene con i peperoncini freschi, perché il principio piccante di questa spezia, la capsaicina, fatica a passare direttamente dall’acqua contenuta nel peperoncino all’olio. Il secondo difetto, è che il sistema è poco sicuro, perché non è garantito che le spore del botulino, che potrebbero trovarsi sui peperoncini, non possano riattivarsi, rischiando di causare avvelenamenti anche gravi. Il terzo difetto è che il metodo è inaffidabile e lentissimo, al punto che spesso l’olio non ha ancora raggiunto la potenza massima quando inizia ad irrancidire. L’olio extravergine di oliva diventa inutilizzabile in pochi mesi, tenuto in una bottiglia aperta e non scura. Con il sistema che suggerisco qui, un po’ più laborioso ma non particolarmente complicato, tutti questi problemi sono superati.

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Gnocchi di semolino

17 ottobre 2015

Sono detti anche “gnocchi alla romana”, nonostante probabilmente non siano affatto originari del Lazio, ma del Nord-Ovest, come suggeriscono gli ingredienti non proprio mediterranei. Il piatto è estremamente banale, ma siccome si trovano in giro versioni poco sensate, ho pensato che potrebbe essere utile dare la mia.

Gnocchi_semo

Foto rubata e ridicolmente artefatta. Tutta invidia.

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Uova strapazzate

7 ottobre 2015

Penso che questa sia la ricetta più stupida che abbia mai pubblicato, ma me l’hanno esplicitamente richiesta e non posso che ubbidire.

Uova_strap

Questa foto dà bene l’idea della consistenza ideale

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Crostata di cioccolato

2 ottobre 2015

Al mondo ci sono un sacco di pesone per le quali un dolce è tanto più buono quanto più cioccolato contiene. Corollari di questa posizione sono: “il miglior dolce senza cioccolato non può competere con il peggior dolce al cioccolato” e “non c’è dolce che non possa essere migliorato con l’aggiunta di cioccolato”. Io di certo non faccio parte di questa categoria (in realtà mi capita abbastanza spesso di pensare il contrario), comunque sia, la semplice ricetta che segue ne contiene così tanto che basterebbe a soddisfare la sorella segreta di Willy Wonka “in quei giorni”.

tortacioccol

Ecco, viene così, ma senza gelato!

Le crostate di cioccolato fatte in casa sono spesso cattive, perché non è proprio un ingrediente che si presta a finire nel forno senza speciali accorgimenti. Per questa ragione, nel nostro caso cuoceremo la base “in bianco” e la riempiremo solo dopo. Non ho ragione di nascondere che la farcitura è la stessa che usa il pasticcere francese Cristoph Felder per la sua tarte choc, ma data la banalità di ingredienti e preparazione, posso supporre che sia stata reinventata abbastanza volte che l’attribuzione non è necessaria.

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Halászlé, ossia minestra ungherese di pesce

24 settembre 2015

Questa eccellente zuppa (si pronuncia più o meno halàasslee) è tipica non solo dell’Ungheria, ma anche dei Paesi vicini. È piuttosto simile al gulasch, se non altro per il contenuto di paprika e si prepara rigorosamente con pesci d’acqua dolce, più spesso carpa o pesci misti. Siccome la carpa da noi è quasi introvabile (e dicono non sia nemmeno un granché), noi lo faremo con la trota, che pure si usa a questo scopo e che è sempre disponibile più o meno ovunque a prezzo molto contenuto. È altamente consigliabile usare un passaverdura per questo piatto, se non l’avete diventerà tutto molto più complicato.

Qui in una versione con pesce a pezzi grossi

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Cozze ad alta velocità

8 settembre 2015

Solo un paio di volte ho scritto articoli senza una ricetta, ma questo vale l’eccezione, perché è un metodo incomprensibilmente quasi sconosciuto che risparmia veramente un sacco di faticoso e tediosissimo lavoro manuale. Si tratta di un sistema per pulire le cozze (qui c’è una ricetta e molte indicazioni), che permette di prepararne un kilo in una ventina di minuti in totale, dal sacchetto al piatto. Non occorre nessun macchinario costoso e lo sforzo è minimo.shellvpower_logo Leggi tutto…