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Lattuga alla coreana

9 novembre 2019

La lattuga è l’insalata per antonomasia e in Italia l’insalata è vista se va bene come tappabuchi per i giorni in cui mancano la pazienza e il tempo di cucinare un contorno dignitoso, se va male come il più inoffensivo dei mezzi a disposizione dell’uomo per espiare una dieta a base di zucchero e colesterolo.

Questa ricetta del sud della Corea del sud, che là si chiama sangchu geotjeori (상추겉절이), sembra venire da un altro pianeta. Pur rimanendo molto semplice e rapida nella preparazione, è talmente saporita che non sfigura davvero di fronte a nulla. In più, in un modo che, secondo me, ha dell’incredibile, lo strano intruglio che serve da condimento è in grado di accompagnare la lattuga senza trasformarla in un semplice veicolo di qualcosa di più gustoso, cosa che dalla lista degli ingredienti proprio non si direbbe. Non lo so spiegare: assaggiatela!

Faccio presente da subito che, come quasi tutti i piatti coreani, anche questo contiene molto, molto aglio ed è parecchio piccante; il gusto è forte e certamente non per tutti. Gli ingredienti di base si possono ormai trovare nei supermercati ben forniti.

Bonus: si può facilmente farla poco più calorica di un’insalata completamente scondita. Se qualcuno fosse a dieta…

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Baccalà mantecato alla veneziana

28 ottobre 2019

Data la ricetta del baccalà alla vicentina, mi pare necessario dare anche quella del baccalà alla veneziana, altro piatto tipico del Veneto che condivide con il primo la sua curiosa storia. Qui lo si trova in qualsiasi gastronomia e la versione fatta in casa viene sostanzialmente identica. Farlo da sé è conveniente in quanto al prezzo, ma è praticamente impossibile farne meno di, diciamo, sei o sette porzioni e il lavoro, seppur facile, è molto noioso. Vale la pena comunque dare istruzioni, un po’ perché circolano varie ricette francamente ridicole, un po’ perché penso che non molti, fuori del Nordest, abbiano avuto occasione assaggiarlo. Vi posso garantire che ne vale assolutamente la pena.

Si tratta di una sorta di crema di stoccafisso (anche in questo caso, non baccalà sotto sale) dal sapore delicatissimo, che si serve con polenta abbrustolita o crostini di pane, di solito come antipasto o come accompagnamento all’aperitivo.

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Filetto di salmone in dieci punti

5 ottobre 2019

Mi hanno chiesto come si fa a cucinare un semplice filetto di salmone in padella e rispondo volentieri! Per questo piatto sono due gli obiettivi principali: fare in modo che la pelle risulti croccante ed evitare di cuocerlo troppo. Il salmone non è mai troppo al sangue, come sanno i giapponesi, ma può certamente essere troppo cotto, nel qual caso diventa asciutto e stoppaccioso. Il centro di un filetto di salmone cotto alla perfezione dovrebbe a metà strada, nell’aspetto, tra il bordo cotto del filetto stesso e il pesce ancora crudo, un po’ come per le bistecche di manzo.

La ricetta è semplicissima, ma va rispettata alla lettera.

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Pasta con sgombro e finocchi

19 settembre 2019

Questo piatto si può considerare ispirato alla famosissima pasta con le sarde di tradizione siciliana. Il sapore del finocchio, che si sposa così bene con il pesce azzurro, è in realtà piuttosto tenue, se non aggiungete i semi.

Non è una ricetta così lunga o complicata come potrebbe sembrare, specie se seguite l’utile consiglio sulla pulizia dello sgombro, che può interessare anche a chi lo volesse preparare in qualche altro modo. Devo dire, però, che è abbastanza pesantina. Leggi tutto…

Pollo vietnamita e riso appiccicoso

27 luglio 2019

Questo piatto orientale, di per sé delizioso e abbastanza semplice, ha il difetto di avere alcuni ingredienti che si fatica a trovare. Cercateli, anche in rete, ne vale la pena! Altrimenti, penso che la ricetta possa essere di ispirazione per molte alternative.

Alla fine, alcune note sui vari tipi di riso.

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Frittelle dolci di fiori di zucca

15 luglio 2019

I fiori di zucca, o meglio di zucchina, si friggono un po’ in tutta Italia, ma questa versione dolce sembra si faccia solo o quasi solo nel vicentino. La ricetta è quella di mia nonna; la stessa pastella si può usare anche per friggere i fiori di acacia o altri commestibili.

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Spätzle

13 giugno 2019

Gli Spätzle o Spaetzle sono degli gnocchi tipici dell’Austria, della Germania meridionale e dell’Alto Adige. Il nome significa, letteralmente “passerotti”. Ne esistono numerosissime versioni; quelli che noi di solito chiamiamo con questo nome, e che presento qui, sono propriamente gli Knöpfle (“bottoncini”).

Qui si possono trovare facilmente già precotti, ma la loro preparazione è di una velocità e semplicità imbarazzante, specie se si dispone dell’apposita grattuggia (Spätzlehobel), che io ho trovato in un supermercato ma che si può anche ordinare in rete per una decina di euro. Giusto per dire quant’è rapido, mi è capitato di fare gli spaetzle da zero solo perché non avevo voglia di aspettare che cuocesse la pasta. Così rapido.

Spätzlehobel

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Sticky toffee pudding

21 marzo 2019

Un altro dolce inglese, tipico del Nord del Paese, oltre che della Scozia. Un po’ come il nostro tiramisù, è in realtà di origine molto recente: non ha più di una quarantina d’anni, ma è considerato ormai un classicone tradizionalissimo. Secondo alcuni, ha radici canadesi. Il nome significa, più o meno, “dolce appiccicoso di caramello”.

Ai miei ospiti è piaciuto molto, ma vi avviso che qualcuno potrebbe rimanere deluso: l’aspetto, in realtà non così attraente, suggerisce un dolce al cioccolato, ma qui non ce n’è neanche l’ombra.

La preparazione non è né lunga né molto laboriosa; il dolce riesce molto soffice. Si serve in piccole porzioni perché è pesantino e dà molta soddisfazione. Vedrete che contiene molto zucchero, di vari tipi, ma il sapore è delicato e tutt’altro che stucchevole e piacerà anche – forse soprattutto – a chi non ama dessert troppo zuccherosi.

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Costine di maiale al forno

1 febbraio 2019

Le costine (o “costolette”) di maiale qui si fanno di solito ai ferri. Il risultato è molto saporito, ma la carne è tenace e grassa, spesso abbastanza da non piacere a tutti. Fatte al forno sono completamente differenti: uniformemente tenere e quasi senza scarto, osso a parte, dato che molto del grasso scola via o almeno si disfa.

La ricetta che do è per una versione di ispirazione cinese, ma ciascuno la potrà modificare a proprio gusto molto semplicemente, seguendo le poche indicazioni alla fine della ricetta.

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Saté (o satay) impossibile

22 gennaio 2019

Il saté, o satay, è un tipo di spiedino di carne indonesiano ma diffuso un po’ in tutto il sud-est asiatico, che si serve come cibo di strada con una salsa specifica a base di arachidi. Questa versione particolare è tailandese e si fa con il maiale, ma in occidente è più famoso il saté di pollo, che si può pure preparare seguendo questa stessa ricetta, con risultati secondo me non altrettanto buoni. Gli spiedini tradizionali sono fatti con la nervatura centrale della foglia della palma da cocco, sono lunghissimi e possono essere girati con le mani afferrandoli dal capo lontano dal fuoco, che dovrebbe essere di carbonella.

Saté di maiale

La salsa che tipicamente si accompagna a questa versione richiede il curry rosso tailandese, che da noi non si trova pronto e che a sua volta richiede ingredienti introvabili; la sostituiremo con una versione più elementare e più simile a quella dell’Indonesia. È tanto buona che la vorrete certamente fare anche da sola!

Il titolo fa riferimento alla scarsa reperibilità di molti degli ingredienti e, in particolare, della citronella (o lemograss), la chiave di volta della marinata della carne, di uso comunissimo nelle zone da dove viene la ricetta e della quale parlo un po’ alla fine. Per la prima volta in vita mia, l’ho trovata fresca in un supermercato di questa catena, ben noto nei dintorni per avere il catalogo gremito di merci rarissime. Se ottenerla fresca fosse davvero impossibile, la potrete a fatica reperire essiccata, in polvere o bastoncini. L’aroma ci perde, ma non moltissimo.

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