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Imqaret

19 agosto 2015

Un mio amico è appena tornato da Malta e mi ha fatto ricordare che, oltre ai pastizzi, c’è un altro piatto dell’isola che vale la pena provare. Si tratta di una specie di pasticcino contenente una pasta di datteri, piuttosto semplice da fare, simile ai makrud nordafricani, dei quali sono una variante.

Imqaret

Uno solo di questi cosi, in effetti, si chiama maqrut, imqàret è il plurale (sono le ineffabili regole per i plurali dell’arabo, di cui il maltese è uno strano dialetto). A proposito di lingua maltese, forse dovrei provare a spiegare come si legge quella Q e non posso farlo se non nel seguente modo un po’ ridicolo: dite “le lezioni”. Poi dite “le elezioni”. Poi dite “le elezioni“, marcando bene la E, come per far notare a qualcuno che intendete proprio “elezioni”, non “lezioni”. Bene, la Q in “imqaret” è quel che sta tra la E di “le” e la E di “elezioni”, che suona più o meno come una piccola pausa, fatta chiudendo le corde vocali. Ossia, il nome del dolce si legge più o meno im-àret, non è poi difficile. Il difficile è quando la Q è all’inizio o alla fine della parola, come nelle località di Qrendi o Żurrieq‎.

Tradizionalmente si fanno fritti, ma si possono preparare anche al forno. Di solito è giocoforza specificare che fritti sono più buoni, ma stavolta non è questo il caso. Per friggerli occorre farli molto sottili, lunghi e con poco ripieno e anche così assorbono un sacco di olio. Li trovo infinitamente migliori al forno e vi consiglio di cuocerli così.

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Succo di anguria

17 agosto 2015

O di cocomero, se dalle vostre parti si chiama così. È una bibita molto rinfrescante, facilissima e velocissima da preparare, che nell’America Latina si chiama Agua fresca de sandía.

Alla fine, ricetta bonus per i più squattrinati.

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Caponata

28 luglio 2015

La caponata è un semplice ma laborioso piatto vegetariano agrodolce tipico della Sicilia a base di melanzane, che di solito si serve come antipasto. Se ne fanno molte versioni diverse, questa –senza peperone– sembra essere la palermitana. Pare che in origine il piatto contenesse pesce, da cui il nome, che deriverebbe da capone, un pesce da minestra che si chiama anche gallinella o triglia lucerna. Altro pesce che qui e lì si chiama capone è la lampuga o corifena.

La mia versione ha meno pomodoro

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Chachapas

27 luglio 2015

Le chachapas sono un piatto tipico del Venezuela. Si tratta di una specie di frittata o crespella di mais, generalmente ripiena di Queso de Mano, un formaggio che dicono essere quasi uguale alla mozzarella, che uso in questa versione. Sono semplicissime e molto veloci da fare.

Una chachapa

Una chachapa

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Caffè freddo

27 giugno 2015

Banale, ma molto meno di quanto non sembri dal titolo, perché qui il caffè è freddo dall’inizio alla fine, ossia non è fatto usando la caffettiera. Perfetto per l’estate.

Semi di caffè tostati

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Nocino

12 giugno 2015

La ricetta di questo famosissimo liquore emiliano a base di noci immature la potete trovare praticamente ovunque, ma siccome me l’hanno chiesta, la riporto. A casa mia se ne fa grande consumo, per la raccolta della materia prima devo ringraziare pubblicamente il mio amico Marco. La raccolta delle noci era tradizionalmente svolta dalle donne, la notte della vigilia di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno.

Noci acerbe

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Bangain bharta

7 giugno 2015

Il bangain bharta è un ottimo curry vegetariano a base di melanzane, tipico del Punjab. Una versione “attenuata” e diluita con panna o yoghurt si può assaggiare in quasi tutti i ristoranti indiani. La ricetta non è complicata, ma richiede, come sempre, alcune spezie di uso non comune in Italia. La mia versione è abbastanza moderata nel contenuto di aromi e ingredienti di contorno, per dare più risalto all’ingrediente principale.

baingan-bharta-large

Furto senza scasso, nel senso che si vede perfino da dove ho fregato l’immagine. La mia versione forse ha mano pomodoro (e questa ne ha già poco!)

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Lokum

12 Maggio 2015

I lokum sono dei particolari dolcetti gelatinosi di origine turca, noti anche col nome inglese di “Turkish delight”. L’etimologia del nome nome non è proprio turca, ma discende dall’arabo rāha al-hulqūm (راحة حلقوم), che significa più o meno “delizia delle fauci”. La storia dell’invenzione di questo dolce è poco chiara: alcuni attribuiscono la versione moderna al signor Hacı Bekir, che l’avrebbe creata ad İstambul nel 1777, altri non concordano. Quel che è certo è che nel XIX secolo i lokum ebbero un grandissimo successo in Inghilterra, dove rappresentarono quasi uno status-symbol. Sono stati resi ancor più celebri dal libro “Il leone, la strega e l’armadio”, di C.S. Lewis, da cui è stato tratto anche il film del 2005 “Le cronache di Narnia”.

Qui è spiegata una versione piuttosto tradizionale, mentre nella maggior parte dei siti di ricette troverete una versione addensata con gelatina e non amido, che però ha una consistenza parecchio differente. Non sono affatto difficili da preparare, ma sono lunghi (circa un’ora di lavoro ininterrotto), richiedono un certo sforzo fisico ed è necessario avere un termometro da zucchero (o altro che possa misurare temperature fino a 115 °C). Appena fatti, sono identici a quelli industriali.

Vari tipi di lokum in mostra in una vetrina di İstambul

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Torta di carote

10 Maggio 2015

Questo dolce si prepara in moltissime zone d’Europa, in particolare è molto popolare nell’Argovia, in Svizzera, dove prende il nome di Rübelitorte. Personalmente, l’ho assaggiato per la prima volta alla celebre pasticceria Demel, in centro a Vienna. Ha avuto poi grande successo in Inghilterra durante la seconda Guerra Mondiale, per il fatto che gli ingredienti erano economici e facili da reperire nonostante le ristrettezze di quel periodo. Trapiantato negli USA, ha avuto fortuna con la particolare copertura che propongo qui. È molto semplice da preparare, risulta morbidissimo e, se ve lo chiedeste, non sa per nulla di carota. carrotcake Leggi tutto…

Fish pie

30 aprile 2015

Un’altra tradizionalissima ricetta inglese, un’altra (quasi) torta salata, che potremmo chiamare “teglia di pesce”, o qualcosa di simile. Abbastanza semplice da preparare, eccellente e relativamente economica, è adatta più ai periodi invernali che alla fine di aprile. In un solo colpo, smentisce i pregiudizi che la cucina d’oltremanica è scadente e che il pesce non sta bene con i latticini. Qui in una versione di base, con alcune indicazioni per possibili modifiche, alla fine.

fishpie

Il solito furto di immagini

 

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