Minestra tedesca per terminare i würstel
I produttori italiani di würstel hanno puntato tutti su confezioni con un numero per me ridicolo di pezzi: tre; troppi per mangiarli in una volta sola e troppo pochi per mangiarli in due. Il risultato è che mi ritrovo sempre con un würstel solitario del quale non so che fare (NB: chiedo ai gentili lettori di evitare battute prevedibili e di cattivo gusto). Un ottimo modo per farlo sparire è questa gustosa e semplicissima minestra bavarese a base di patate.
Illustrazione di come mangio i würstel io. Due alla volta, non tre!
Torta-albero
Ossia Baumkuchen. Si tratta di un dolce di tradizione tedesca, che –nella sua forma più tradizionale e tipica– si cuoce su uno spiedo. La sua caratteristica più vistosa è che l’interno viene a strati chiari intermezzati da linee più scure, che ricordano molto le venature del legno; verticali nell’originale, orizzontali nella versione casalinga. La preparazione è un po’ laboriosa, ma non difficile; il sapore è delicato e, direi, raffinato. Con questa ricetta viene una torta molto piccola, ma visto che è parecchio densa, basterà almeno per otto persone.
Curiosamente, questo dolce è popolarissimo in Giappone, dove arrivò circa cent’anni fa (si chiama baumukūhen, バウムクーヘン).
Insalata di cavolo cappuccio
Il cavolo crudo in insalata è una delle tante cose che non mi piacevano per niente, prima di imparare che in realtà non mi piaceva semplicemente com’erano preparate. Propongo questa ottima e semplicissima versione come una nuova puntata della mia serie di alternative alle solite insalate un po’ insulse (leggasi “olio di oliva, aceto, sale, pepe”).

Cavolo in un quadro di Cristoforo Munari dei primi del ‘700
Marmellata di agrumi (2.0)
Dopo aver pubblicato, tre anni fa, una ricetta rapida per la marmellata di arance, oggi pubblico una versione più laboriosa, ma che dà risultati incomparabilmente migliori. La stessa ricetta si può adattare benissimo a tutti gli agrumi, compresi i mandarini, limoni, melangoli.
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Empanadas di manzo
Le empanadas sono un piatto tipico di tutto il Centro- e Sudamerica, qui in una versione argentina. Si tratta di una sorta di fagottino, più spesso a forma di mezzaluna, ripieno di carne o verdura, che si può friggere o cuocere in forno e servire come antipasto, in versione mini (empanadillas), oppure come piatto unico. L’impasto descritto qui può sembrare strano, ma il risultato è assolutamente spettacolare e può sostituire la pasta brisée in qualsiasi torta salata.
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Salsa di peperoni o peperoncini
La ricetta viene direttamente dal mio canale Youtube preferito e la potete trovare quasi tal quale sul bel sito dell’autrice, che ringrazio di cuore per avermi dato il permesso di riprodurla. La traduco qui perché merita veramente. Includo alcune piccole modifiche e indicazioni aggiuntive sui vari motivi per cui la salsa può non riuscire.
Aglio confit
Il confit è una tecnica di preparazione del cibo che prevede una lenta cottura in un grasso, nel quale si potrà poi conservare. Ben famosi sono i confit francesi di carne d’anatra e oca.
Chi ama l’aglio, troverà questo confit delizioso in un sacco di modi: la consistenza cremosa lo rende adatto a finire nel condimento dell’insalta, diluito con la maionese, spalmato sulla carne arrostita, o nel purè di patate, ma si può usare anche per condire la pasta, sulle bruschette o anche semplicemente spalmato sul pane. Chi non lo apprezza particolarmente, gradirà il sapore più tenue dell’aglio così preparato rispetto al fresco.
La semplicità della preparazione è imbarazzante.
Baked beans, ossia fagioli stufati alla moda di Boston
Vi confesso che io adoro i fagioli, in tutti i modi. Questa ricetta è tipica non solo di Boston (negli USA, Massachussets), ma anche di tutto il New England e del Québec. Un po’ lunga ma molto facile e anche molto americana nel gusto, che è dolciastro e affumicato, ha poco a che fare con la celebre versione in scatoletta prodotta dalla ditta Heinz.
I fagioli stufati, non solo con questa ricetta, vengono molto meglio nel forno, perché diventano tenerissimi e cremosi senza spappolarsi. Si può certamente fare anche sul fuoco.
Makowiec
Il makowiec (che si legge macòviezz) è un rotolo dolce lievitato farcito con semi di papavero. È tipico della Polonia, dove si serve a natale, ma in versioni molto simili si fa in tutta l’Europa orientale. Lo preparo sempre molto volentieri, mi ricorda il bel periodo delle cene a tema (fu servito alla seconda) e dei fiumi di nocino. Non è nemmeno particolarmente difficile.
Pasta istantanea
Questo è il centesimo post del blog, mi piaceva l’idea che cadesse esattamente alla data ufficiale del terzo compleanno. Più che una ricetta, è un metodo alternativo per cucinare la pasta, che permette di portarla in tavola in un paio di minuti senza doverla far bollire, ammesso che abbiate la possibilità di pianificare la cosa con qualche ora di anticipo. Non un sistema che userei tutti i giorni, ma ci sono molti casi in cui potrebbe essere un’ottima soluzione. Ad esempio, potreste essere fuori casa e non avere una pentola grande abbastanza, aspettare un ospite affamato a un orario non chiaro, avere un miscuglio di formati che cuociono in tempi molto diversi o potreste semplicemente avere fretta o essere pigri. Diciamo che è un trucchetto che fa comodo avere nel repertorio.
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