Salsa di peperoni o peperoncini
La ricetta viene direttamente dal mio canale Youtube preferito e la potete trovare quasi tal quale sul bel sito dell’autrice, che ringrazio di cuore per avermi dato il permesso di riprodurla. La traduco qui perché merita veramente. Includo alcune piccole modifiche e indicazioni aggiuntive sui vari motivi per cui la salsa può non riuscire.
Aglio confit
Il confit è una tecnica di preparazione del cibo che prevede una lenta cottura in un grasso, nel quale si potrà poi conservare. Ben famosi sono i confit francesi di carne d’anatra e oca.
Chi ama l’aglio, troverà questo confit delizioso in un sacco di modi: la consistenza cremosa lo rende adatto a finire nel condimento dell’insalta, diluito con la maionese, spalmato sulla carne arrostita, o nel purè di patate, ma si può usare anche per condire la pasta, sulle bruschette o anche semplicemente spalmato sul pane. Chi non lo apprezza particolarmente, gradirà il sapore più tenue dell’aglio così preparato rispetto al fresco.
La semplicità della preparazione è imbarazzante.
Baked beans, ossia fagioli stufati alla moda di Boston
Vi confesso che io adoro i fagioli, in tutti i modi. Questa ricetta è tipica non solo di Boston (negli USA, Massachussets), ma anche di tutto il New England e del Québec. Un po’ lunga ma molto facile e anche molto americana nel gusto, che è dolciastro e affumicato, ha poco a che fare con la celebre versione in scatoletta prodotta dalla ditta Heinz.
I fagioli stufati, non solo con questa ricetta, vengono molto meglio nel forno, perché diventano tenerissimi e cremosi senza spappolarsi. Si può certamente fare anche sul fuoco.
Makowiec
Il makowiec (che si legge macòviezz) è un rotolo dolce lievitato farcito con semi di papavero. È tipico della Polonia, dove si serve a natale, ma in versioni molto simili si fa in tutta l’Europa orientale. Lo preparo sempre molto volentieri, mi ricorda il bel periodo delle cene a tema (fu servito alla seconda) e dei fiumi di nocino. Non è nemmeno particolarmente difficile.
Pasta istantanea
Questo è il centesimo post del blog, mi piaceva l’idea che cadesse esattamente alla data ufficiale del terzo compleanno. Più che una ricetta, è un metodo alternativo per cucinare la pasta, che permette di portarla in tavola in un paio di minuti senza doverla far bollire, ammesso che abbiate la possibilità di pianificare la cosa con qualche ora di anticipo. Non un sistema che userei tutti i giorni, ma ci sono molti casi in cui potrebbe essere un’ottima soluzione. Ad esempio, potreste essere fuori casa e non avere una pentola grande abbastanza, aspettare un ospite affamato a un orario non chiaro, avere un miscuglio di formati che cuociono in tempi molto diversi o potreste semplicemente avere fretta o essere pigri. Diciamo che è un trucchetto che fa comodo avere nel repertorio.
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Insalata Waldorf
Questa strepitosa insalata molto di stagione fu servita per la prima volta all’hotel Waldorf, a New York, nel 1893. Può andare come antipasto o per un pranzo leggero, mentre non mi sembra molto adatta come contorno. L’abbinameno di noci e sedano è come quello tra asparagi e uova: sembrano fatti l’uno per l’altra.
All’hotel Waldorf ora la si serve così. Un po’ diversa dalla mia versione, che è più tradizionale.
‘A pizza
Tempo fa qualcuno mi ha chiesto come si prepara la pizza. Io la faccio abbastanza regolarmente, ma siccome non mi ricordo bene le proporzioni, devo sempre andare a cercare in giro. Le pizze fatte in casa sono quasi sempre buone, ma hanno spesso uno o più dei seguenti difetti: sono troppo dure, poco cotte, poco salate, sanno di alcool, sanno di lievito, sono indigeribili. Con la ricetta che trovate qui non dovreste avere di questi problemi. La pasta per una buona pizza si prepara almeno il giorno prima.
Non vi preoccupate, non mi viene così bene
Salsicce con l’uva
Se vi piacciono i sapori agrodolci e le ricette semplici di stagione, questo piatto fa per voi. È tipica -credo- della Romagna.
Frittata di patate spagnola
Se chiedete ad un italiano quale sia il piatto più tipico della Spagna, probabilmente si ricorderà subito della paella. Se, però, chiedete ad uno spagnolo, avete buone probabilità che vi risponda tortilla de patatas, ossia frittata di patate, che non a caso là si chiama anche tortilla española. Vi confesso che a me le frittate in genere non piacciono, ma questa la trovo eccezionale e consiglio a tutti di provarla.
Tortilla de patatas
Torta rovesciata all’ananas
Questa torta, la cui ricetta mi è stata chiesta dalla mia amica Elisabetta, è un altro classico statunitense (pineapple upside-down cake). Si tratta di una lontana parente della madre e regina di tutti i dolci rovesciati, la celebre e francesissima tarte tatin. Questa specifica versione si diffuse assieme all’ananas sciroppato e al forno elettrico, diventando quasi un’icona della modernità negli anni ’50 e ’60; perfino il motivo a cerchi sembra richiamare le lisergiche fantasie di tende e carte da parati dell’epoca. Negli Stati Uniti, questa torta è lo stereotipo del “dolce della nonna” e della ricetta “trita e ritrita”, col risultato che quasi nessuno la fa più da quarant’anni, ma non mi risulta che in Italia abbia mai goduto della stessa fortuna. È facilissima.


